" Il ruolo dei fascisti in Italia comincio' ad apparire simile al ruolo interpretato dai feroci oppositori della temuta cospirazione bolscevica in America. Comunque la stampa coloniale non si era ancora allineata col fascismo. Anzi, essa sembava guardare con sospetto il fascismo, ed una sorta di simpatia proletaria porto' i giornali a criticare le misure adottate contro gli scioperi.( In particolare, Il Progresso continuo' a pubblicare articoli antifascisti di Arturo Labriola e Guglielmo Ferrero).
Ancora una volta, fu la reazione dell’opinione pubblica americana, che fu subito a favore di Mussolini, che determino' il suo graduale allineamento......
Paradossalmente, Mussolini era stato una volta un collaboratore dell'americano "Il Proletario". Secondo Carlo Tresca (l’anarchico giornalista e sindacalista assassinato a New York nel 1943, ndr) che lo aveva incontrato in Svizzera ed aveva vissuto con lui quando si nascondeva) Mussolini stesso era stato sul punto di emigrare negli Stati Uniti.
Il Duce si pose subito il problema delle colonie italiane all'estero ed in particolare di quelle negli Stati Uniti. Ma Luigi Barzini, ex collaboratore di Albertini a "Il Corriere della Sera" e favorevole al nazionalismo italiano, fu il primo nel 1922 ad inventarsi l'idea di un grande quotidiano italiano negli Stati Uniti, uno in grado di sostituirsi alla stampa esistente. Inizialmente aveva messo un occhio su Il Progresso di Barsotti.
Pio Crespi, il texano che controllava il gruppo di finanzieri di Barzini, autorizzo' Barzini a fare un'offerta di un milione di dollari per acquistare il giornale. Dopo il rifiuto di Barsotti, Barzini decise di fondare un nuovo giornale, Il Corriere d'America, che usci' il 27 dicembre del 1922 con una circolazione - un anno dopo - che si stabilizzo' intorno alle 50 mila copie.
Nel frattempo, Crespi era spesso preoccupato e in diverse occasioni espresse la volonta' di vendere. Grazie ad un prestito garantitogli dalla Banca Commerciale Italiana, Barzini ottene una cospicua parte delle azioni del giornale, e di conseguenza tenne a distanza le apprensioni di Crespi. Al tempo stesso Crespi blocco' ogni tentativo di espansione, inclusa l'acquisizione de il Bollettino della Sera nel 1926.
Quando Barsotti mori' nel 1927, sembro' che ci fu un'inversione dei ruoli. Angelo Bertolino, esecutore del testamento di Barsotti, si fece avanti per acquistare Il Corriere, ma la tratattiva falli' a causa dell'opposizione degli eredi.
Gli altri progetti di Barzini di unire i due giornali andarono in fumo, anche se nel 1928 aveva l'appoggio fuinanziario del banchiere Amadeo Giannini. Ma precisamente in quel momento Il Progresso fu messo in vendita. Fu acquistato per la bella somma di due milioni di dollari dall'imprenditore Generoso Pope, che batte' la competizione dell'International Paper Company, un gigante nella produzione della carta. Inizialmente, la compagnia progettava di acquistare Il Corriere, unire i due quotidiani, e nominare Barzini come direttore. Di conseguenza, la ditta fini' per cercare di comprare Il Corriere, ma Crespi rifiuto' l'offerta. Allora si fece avanti lo stesso Pope e nel gennaio del 1928 l'affare sembrava concluso.
Comunque, consigliata dal governo italiano, l'ambasciata italiana a New York giudico indesiderabile questa concentrazione di giornali. A Pope fu consigliato di tirarsi indietro, e nuovi acquirenti furono presentati a Crespi. La scelta cadde sull'Order Sons of Italy e il contratto fu scritto e firmato dalle due parti. Ma a causa delle esitazioni di Crespi, di nuovo non se ne fece nulla. Alla fine, Pope riusci' nell'impresa, traendo vantaggio dalle sue solide connessioni col goveno di Roma.
Questa vasta concentrazione di giornali includeva anche "Il Bollettino della Sera" (New York) e "L'Opinione" (Philadelphia). Quando il cerchio fu chiuso, Pope fu libero di orchestrare un’efficace propaganda fascista, avvalendosi di formidabili mezzi, ai quali bisogna aggiungere molte stazioni radio e innumerevoli altri fogli, oltre a giornali e periodici. Tra questi "Il Grido della Stirpe " (Tresca lo aveva ribattezzato "Il Grido della Trippa") dell'ex anarchico Domenico Trombetta e "Il Carroccio" di De Biasi."
La stampa fascista faceva la parte del leone anche a San Francisco dove Ettore Patrizi, detto il "piccolo Fuhrer della California", pubblicava "L'Italia" e "La Voce del Popolo".
Nelle foto: Luigi Barzini e Pio Crespi
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liberamente tradotto da:
"ITALOAMERICANA: The Literature of the Great Migration, 1880-1943", edited by Francesco Durante, Robert Viscusi, James J. Periconi.
Oxford University Press, prima edizione, May 15, 2014 (1032 pagine).
Generoso Pope ( Generoso Papa) nacque a Pasquarielli, frazione del Comune di Arpaise ( Benevento), il 1 aprile 1891, da Fortunato Papa and Fortuna Covino. emigrò a New York negli Stati Uniti nel 1906, a 15 anni e con solo dieci dollari in tasca. Dormi’ la prima notte sulla panchina di un parco pubblico e comincio’ dalle mansioni più umili. Trovo’ subito lavoro portando acqua per 3 dollari alla settimana agli operai che stavano costruendo l’East Side Tunnel della Pennsylvania Railroad. Successivamamente lavoro’ nell’edilizia e frequento’ corsi scolastici la sera. Nel 1911 entro’ a far parte della Colonial Sand and Stone, una piccola impresa di costruzioni, diventandone superintendent, Quando alcuni anni dopo la ditta fu sul punto di fallire, riusci’ a persuadere proprietari e i creditori a dargli la responsabilita’ della societa’ e nel giro di pochi mesi, lavorando da 12 a 16 ore al giorno, riusci’ a salvare l’impresa trovando nuovi clienti, battendo la competizione ed espandendo il raggio di attivita’. Nel 1912, entrò anche nel settore alimentare fondando la Pope Foods per l'importazione di prodotti alimentari dall'Italia.
Tra il 1916 ed il 1918 prese pieno controllo della Colonial Sand & Stone trasformandola nella più grande azienda di sabbia e ghiaia nel mondo, edificando alcuni tra i maggiori edifici di New York, tra cui il Rockefeller Center (1929-40), la Radio City Music Hall (1932), l'Empire State Building (1929-31), il ponte George Washington (1927-31), e il primo Yankee Stadium (1923). Grazie alle enormi ricchezze accumulate e all'ingresso spregiudicato nel campo della politica e dell'informazione, Pope divenne uno degli uomini più potenti non solo all'interno della comunità italoamericana ma dell'intera società newyorchese.

Nel 1928 comprò il quotidiano di lingua italiana "Il Progresso Italo-Americano" per 2 milioni di dollari, raddoppiandone in breve la diffusione a oltre 200.000 copie. Acquisì ulteriori testate a New York, tra cui Il Bollettino della Sera, Il Corriere d' America, e il quotidiano di Filadelfia L'Opinione. Egli possedeva anche una stazione radio, WHOM (l'attuale 92,3 NOW). In questo modo Pope controllava le principali fonti di informazione politica, sociale e culturale della comunità italo-americana newyorchese. Alla WHOM, tra l'altro, lavorò anche Mike Bongiorno che poi fece fortuna alla televisione italiana.
Pope era un democratico conservatore e fu uno dei principali sostenitori a New York di Franklin D. Roosevelt. I suoi giornali giocarono un ruolo fondamentale nel garantire il voto italiano per il partito democratico del New Deal, nonostante ogni controversia per i suoi legami con la Tammany Hall e l'amicizia personale con il boss mafioso Frank Costello, che Pope volle nel 1927 come padrino del suo figlio minore. Ai propri lettori italiani Pope ripeteva l'incoraggiamento ad imparare l'inglese, diventare cittadini, e votare. Il suo obiettivo era quello di infondere l'orgoglio e l'ambizione ad avere successo in un'America moderna, oltre che naturalmente ottenere in cambio il sostegno della politica per le proprie imprese. Forte delle sue amicizie presidenziali, Pope si adoperò per fare del Columbus Day una festa nazionale, fondando il 12 ottobre 1929 l'annuale New York Columbus Day Parade, della quale fu Grand Marshal per 20 anni (ancora oggi la più grande Columbus Day Parade del mondo).
Pope trovò però i suoi più formidabili avversari all'interno della stessa comunità italoamericana: da un lato le organizzazioni sindacali dei lavoratori guidate da Carlo Tresca (anarchico, giornalista e sindacalista, assassinato a New York nel 1943) e dall'altro un altro grande sostenitore di Roosevelt ma nemico giurato della macchina di potere del partito democratico newyorchese, Fiorello La Guardia (e con lui Vito Marcantonio). Conducendo una battaglia frontale proprio contro Pope e la Tammany Hall, Fiorello La Guardia diventa popolarissimo sindaco di New York dal 1933 al 1945.
Fortemente anti-comunista, Pope guardò con simpatia all'emergere del fascismo in Italia, divenendo uno dei principali punti di riferimento delle politiche mussoliniane negli Stati Uniti e il più potente nemico dell'antifascismo tra gli immigrati italiani in America.
Partecipò con Italo Balbo nella grande parata (foto a destra) organizzata nel 1933 per le strade di New York per celebrare la trasvolata atlantica. Divenuto presidente della divisione italiana del Comitato Nazionale Democratico nel 1936, Pope contribuì a convincere il presidente Roosevelt a prendere un atteggiamento neutrale sulla invasione dell'Etiopia da parte dell'Italia.
Tuttavia, la doppia fedeltà a Roosevelt e Mussolini si rivelò sempre più difficile da gestire con il progressivo allineamento di Mussolini alle politiche di Hitler. Dopo l'attacco a Pearl Harbor del dicembre 1941, Pope ruppe ogni residuo legame con Benito Mussolini e sostenne con entusiasmo lo sforzo bellico americano contro l'Italia fascista.
E’ stato detto che fu lo stesso Mussolini a suggerirgli di acquistare Il Progresso per favorire la dottrina fascista tra gli emigrati, ma il nipote David Paul Pope, autore di "The Deeds of My Fathers. How My Grandfather and Father Built New York and Created the Tabloid World of Today", non e’ d’accordo.
"No, non fu quella la ragione dell'acquisto, anche se è vero che quando mio nonno nel '29 incontrò per la prima volta Mussolini, prese accordi per ricevere l'agenzia di stampa controllata dai fascisti. Ma mio nonno pensava che così avrebbe aiutato gli italiani in America e anche in Italia. E poi, quando Mussolini si allineò totalmente con Hitler, lui immediatamente si staccò dal regime fascista. Anche se sicuramente ha sofferto di quel distacco da Mussolini e l'Italia", disse David Paul a Stefano Vaccara in una intervista ad “America Oggi” nell’ottobre del 1910.
- Ma Generoso Pope era o non era un fascista?
"In un certo senso direi di sì perché lui vedeva il fascismo come un passaggio necessario all'Italia per entrare nel capitalismo. Mio nonno era fondamentalmente un capitalista anticomunista, e vedeva nel fascismo italiano una fase necessaria ad allontanare i rossi, ma poi una volta svolto quel compito del fascismo, si sarebbe dovuta affermare la democrazia", rispose David Paul.
Nel dopoguerra Pope continuò ad esercitare un ruolo di primo piano all'interno del Partito democratico. Nel 1945 sostenne l'elezione di Harry S. Truman a presidente, e l'anno successivo il suo appoggio fu ancora una volta decisivo nel voto a William O'Dwyer come sindaco di New York. A livello internazionale, nei primi anni della guerra fredda, Pope d’intesa col presidente Truman lanciò una campagna tra i suoi lettori a sostegno della Democrazia Cristiana nelle elezioni del 1948. Centinaia di migliaia di lettere partirono dagli Stati Uniti verso l’Italia da parte di italo-americani che invitarono familiari ed amici a non cedere alle lusinghe della “sinistra” e ad abbracciare la democrazia. La campagna fu coronata da successo, I comunisti furono nettamente sconfitti alle urne. Perche’ lo fece?
"Mio nonno e mio padre non lo fecero (la campagna per la DC) soltanto per fare un favore al presidente degli Stati Uniti, ma soprattutto perché volevano aiutare gli italiani a non cadere nelle mani dei comunisti”, disse David Paul ad America Oggi . “A Generoso Pope interessava di essere percepito ancora dalle autorità americane, così come da quelle italiane, come il canale principale nel rapporto tra le masse di emigrati italiani in America e la loro madrepatria. Generoso voleva essere ed era quella fonte di contatto. Così come quando denunciò Mussolini gli italoamericani lo seguirono, così riuscì anche a persuadere centinania di migliaia di parenti degli emigrati a non votare comunista”.
Generoso Pope morì per una malattia cardiaca nel 1950 e fu sepolto in un mausoleo di famiglia al Woodlawn Cemetery, New York.
(Da Vikipedia.it ed altre fonti)